Tra i detrattori del S.O. made in Google la questione della frammentazione è sicuramente, e a ragione, la causa più citata. Andiamo quindi a chiarire una volta per tutte, soprattutto per chi ne ha solo vagamente sentito parlare, di cosa si tratta.
*Cos'è la frammentazione?

Frammentario è il modo in cui i diversi
firmware Android sono distribuiti sui terminali attualmente attivi. Il grafico qui di fianco è uno dei diagrammi a torta che Google, conscia del problema, periodicamente pubblica sul
sito dedicato agli sviluppatori Android, e che da l'idea della situazione.
1.5, 1.6, 2.1, 2.2, 2.3, 2.3.3, 3.0: questi sono i firmware presenti sulla scena, installati quindi fisicamente sui diversi terminali in vendita nel momento in cui scrivo questo articolo.
*Che problemi pone la frammentazione?
Essenzialmente due:
RITARDO - Il problema principale è il ritardo, e in molti casi l'abbandono, dell'aggiornamento di turno di un dispositivo da un firmware ad un altro più nuovo (per esempio il passaggio da un firmware 2.1 ad un firmware 2.2).
Google ha studiato, può piacere o no, un'
interfaccia estremamente minimale (c'è chi dice acerba, al sottoscritto piace da morire, soprattutto dall'avvento di Android 2.3!) per il suo S.O. mobile. Ebbene, è proprio su questo aspetto che risulta evidente e palpabile lo stato frammentario dell' androide verde, pensando a quanti terminali, delle case costruttrici più disparate, siano presenti sul mercato, e a quante altrettante rivisitazioni grafiche ("customizzazioni") le varie case apportano all'interfaccia
nativa (termine tecnico:
stock), rivisitazioni consentite sulla base del fatto che Android è un sistema open. Queste modifiche hanno dalla loro una probabile "migliore" estetica (la tanto decantata interfaccia HTC, denominata
Sense), ma non è detto (l'interfaccia
Motoblur di Motorola per esempio non sembra godere dell'approvazione degli utenti), una possibilità di scelta in più all'utente rispetto all'interfaccia nativa, integrazioni e funzioni aggiuntive e altro...ma l'altro lato della medaglia è appunto il ritardo nella diffusione di aggiornamenti.
Una volta infatti che Google ha aggiornato il sistema operativo nativo, di cui godono i cosiddetti terminali
Google Experience, aggiornati tramite
OTA (
Over The Air, sostanzialmente un aggiornamento via etere, di cui avremo notifica direttamente dal nostro dispositivo, e che potremo scaricare ed installare senza intermediazioni di PC o aggeggi vari), le case costruttrici dovranno aggiornare il codice delle proprie interfacce, con le novità, in termini soprattutto di funzionalità, portate dal nuovo firmware, e questa è la causa del ritardo. Inoltre molti sono i casi di software non più aggiornati per ovvie questioni di marketing (hai un cellulare vecchio? non te lo aggiorno più così ti compri quello nuovo!) o sprechi di risorse.
COMPATIBILITA' - Un altro problema fondamentale è la difficoltà, per gli sviluppatori, di distribuire applicazioni compatibili con ogni versione del firmware e con terminali dotati di hardware molto differenti.
*Come risolvere il problema della frammentazione?
Android ha trovato nella diffusione su una vastissima gamma di terminali il suo punto di forza per esplodere sul mercato, e difficilmente Google potrà permettersi di privare le case produttrici della possibilità di modificare il software originale, modifiche che sono parte integrante dell'immagine delle case stesse.
Questa è quindi la domanda attuale, e ciò in cui Google ha promesso di porre rimedio.
Una sfida gigantesca, a quello che sembra essere forse l'unico vero problema del nostro amato robottino, che nonostante questo continua a mietere vittime!